Nassim Nicholas Taleb è un pensatore e filosofo dei giorni nostri. Il suo libro del 2007, The Black Swan: The impact of the Highly Improbable, è stato annoverato fra i 12 libri più influenti dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Più di recente, ha pubblicato Antifragile: Things That Gain From Disorder (2012), e Skin in the Game: Hidden Asymmetries in Daily Life (2018). Il lavoro di Taleb si concentra su questioni come la casualità, la probabilità e l’incertezza.

 

Taleb descrive sistemi Antifragili – sistemi che non si rompono quando vengono intaccati – ma capaci invece di prosperare di fronte ai cambi di paradigma; mutamenti imprevisti e bruschi riescono a rafforzarli. Nassim sottolinea come l’incertezza, oggi una componente strutturale del nostro mondo, renda impossibile predire il futuro. Se tuttavia non possiamo prevedere ciò che accadrà, possiamo certamente prepararci.

Ci troviamo oggi ad apprendere in un mondo che diviene sempre più incerto e mutevole. L’unica certezza è il cambiamento, ma è quasi impossibile sapere di che tipo di cambiamento si tratterà! Il pensiero corrente in ambito educativo è che il miglior modo per prepararsi a questa generale incertezza è aiutare coloro che vogliono apprendere a divenire robusti oppure resilienti. Ma se i robusti sanno solo resistere al cambiamento, i resilienti sono unicamente in grado di tornare alla propria forma originaria dopo l’evento disordinante. In un mondo in rapida mutazione, queste capacità non sono secondo Taleb sufficienti.

Chi oggi desidera migliorare il proprio apprendimento ha bisogno di divenire antifragile; non solo in grado quindi di ricomporre dopo la distruzione, ma di abbracciare il cambiamento, imparare da esso e infine trarne beneficio. Abbiamo bisogno di guardare oltre la capacità di essere resilienti e apprendere come prosperare e trarre beneficio dall’incertezza e dal rivoluzionamento, sempre più presenti nel mondo. Abbiamo bisogno di diventare antifragili.

Chi riesce ad apprendere l’antifragili sviluppa in primis una profonda capacità di comprendere se stesso e gli altri proprio come “agenti di un continuo apprendimento”. Riconosce il vantaggio di fronteggiare sfide sempre diverse e coglie la necessità di prepararsi per l’inaspettato sviluppando una mentalità (mindset) e tecniche adeguate. Chi apprende come divenire antifragile si prepara per un futuro imprevedibile, allenando proprio la propria potenza di apprendimento e divenendo cosi un “esperto dell’apprendere“.

 

Antifragile

 

Tutti sappiamo cosa significa la parola “fragile”. È fragile ciò che, quando riceve un urto imprevisto, si rompe. Per questo avvolgiamo gli oggetti fragili in involucri speciali per proteggerli dai colpi e vi incolliamo un’etichetta con su scritto: “maneggiare con cura”.

Cosa significa, allora, essere Antifragili?

Molte persone pensano che l’opposto di fragile sia “duro”, “robusto” o “resiliente”. Non è il nostro caso; le cose che sono dure o robuste hanno il pregio di resistere agli impatti, perciò possiamo dar loro dei colpi senza che si rompano. Le cose resilienti invece, quando vengono sottoposte ad uno stress, sono in grado di assorbire il colpo e recuperare la forma originaria.

Le cose che sono antifragili traggono beneficio dal trauma. Invece di rompersi, resistere o ricomporsi quando sono colpite, esse si rafforzano e crescono. Se dovessimo imballare questi oggetti, vi applicheremmo etichette con su scritto “Maneggiare senza cura alcuna”, oppure “Urtare con forza per migliorare la qualità”.

Antifragile: maneggiare senza cura, Taleb

Nassim Nicholas Taleb, nel suo libro sull’antifragilità, pone l’esempio del cespuglio. Lasciato a crescere da sé, un cespuglio tende a rimanere una pianta di dimensioni contenute. Se però gli si dà una buona potata ogni tanto, reagisce crescendo in modo rigoglioso. L’arbusto fiorisce quando il suo procedere “naturale” viene disturbato.

Taleb rileva come, anche se manchi al nostro vocabolario una parola ad hoc, l’antifragilità è una caratteristica essenziale dei sistemi che durano nel tempo. L’evoluzione, ad esempio, è un sistema antifragile. Piccoli cambiamenti e costanti sfide all’interno dell’ecosistema recidono costantemente le linee evolutive più deboli, rafforzando però il sistema nel complesso. Si possono fare molti altri esempi di questo tipo. 

 

Lantifragili si applica in modo particolare all’apprendimento, quando si prendono in considerazione i vari tipi di “studente” che ognuno di noi può essere quando si accinge ad imparare qualcosa. Viviamo in un mondo VUCA – Volatile, incerto (Uncertain), Mutevole (Changable) e Ambiguo – capace di cambiare rapidamente e in modi imprevedibili. Di conseguenza, chi apprende oggi è soggetto a decostruire e ricostruire le proprie conoscenze molto più che in passato. Come già detto, se è impossibile predire il futuro, possiamo prepararci ad esso. Possiamo prepararci per l’incerto che ci attende creando sistemi (e diventando studenti) che prosperano nel cambiamento, anche quello più sconvolgente.

Il cambiamento spinge chi vuole apprendere fuori dalla sua Comfort Zone, verso nuovi apprendimenti. Quando diveniamo studenti che sanno come comportarsi fuori dalla propria zona di comfort, capaci di rispondere alle sfide e utilizzarle per crescere – ci mettiamo in condizione di prosperare nel mondo futuro.

Sfortunatamente, gran parte del dibattito in ambito educativo si concentra ad oggi sul costruire studenti resilienti. Si sottolinea principalmente l’aspetto protettivo del “tornare alla propria forma originaria”. Questo focus pone l’asticella a un livello troppo basso per coloro che si trovano ad imparare in un mondo altamente imprevedibile e in costante mutamento. Piuttosto che insegnare agli studenti come riprendersi dalle battute d’arresto, avremmo bisogno di insegnare loro come abbracciare le sfide e utilizzarle come un trampolino per apprendere sempre meglio. 

Non vogliamo studenti capaci esclusivamente di tornare ad essere e fare ciò che erano e facevano prima di aver fronteggiato un grosso sconvolgimento; vogliamo che essi ne traggano l’opportunità per crescere. Questi studenti diventeranno antifragili, e trarranno forza da ogni mutamento, anche violento, che si troveranno ad affrontare in futuro.

 

Contributo di Bruno Di Benedetto

 

 

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