Il concetto di “ikigai “ che tradotto letteralmente significa “ragione di vivere” o “ragione per essere”, è un percorso ambizioso, non così semplice poiché la sua ricerca richiede una profonda introspezione: ci ‘restituisce’ il senso della vita, ma dobbiamo lavorare sodo per riuscire a trovarlo!

In DigitAlly ci è sembrato importante introdurlo per aiutare i ragazzi a trovare la loro passione, vocazione, missione, professione, per rendere il loro percorso più ricco di significato e consapevolezza.

 

Il metodo ikigai si articola, tradizionalmente, in quattro aree tematiche:

  • ciò che ci piace fare;
  • ciò che siamo bravi a fare;
  • ciò per cui veniamo remunerati o potremmo venire remunerati;
  • ciò di cui il mondo ha bisogno.

Disposte in cerchi, esse si intersecano restituendo le componenti del nostro ikigai: passione, professione, vocazione, missione.

 

Ikigai

 

La risposta a queste tematiche ci restituirà ciò per cui non vediamo l’ora di alzarci la mattina perché ci regala motivazione, entusiasmo, energia e (secondo alcuni studi) anche longevità.

Ci sono casi in cui l’ikigai è evidente, come l’esempio che ho trovato nel libro Ikigai di Bettina Lemke  in cui c’è questa pianista che ha trovato nella musica il suo ikigai a tutto tondo poiché quando suona fa una cosa che ama, per cui ha talento e di cui il mondo ha bisogno (il suo pubblico trae sicuramente benessere dalle sue performance). Inoltre, essendo pianista per professione viene anche pagata! Meglio di così?!

 

Adesso vi porto me stesso come esempio.

Io da piccolo volevo fare il calciatore o il cantante, e se avessi avuto la giusta determinazione probabilmente il calciatore, non vorrei esagerare col dire “da serie A” ma comunque sarei riuscito sicuramente a portare a casa qualche soldo grazie a quella passione – non a caso da piccolo venni preso a giocare nell’Atalanta. Era ciò che mi piaceva, tanto che era il mio gioco preferito. Avevo talento? Non lo so, probabilmente sì. A parte tutto, non ho avuto modo di scoprirlo perché poi ho avvertito troppa tensione in casa tra i miei genitori con mio papà che spingeva col calcio e mia mamma che si preoccupava per lo studio e quindi ho piano piano mollato e da quel momento sinceramente non ho più pensato a ciò che mi sarebbe piaciuto fare da grande. Pensavo solo a ciò che poteva rendermi indipendente il prima possibile. Il calcio era qualcosa per cui mi avrebbero pagato? Mia mamma non lo credeva. Il mondo ne aveva bisogno? Secondo me sì. Un buon calciatore poteva dare motivazione ai ragazzini delle generazioni future ecc.

 

Dopo aver letto questo libro, e aver completato tutti gli esercizi, ho scoperto davvero qual è la cosa per cui mi alzo al mattino: una cosa che davvero mi rende felice!

Sapete qual è il mio ikigai? La musica, cantare, fare il rapper.

Per me è stata una scoperta incredibile, davvero. E pian piano che, facendo gli esercizi, mi rendevo conto che sarei andato a parare lì, sorridevo tra me e me.

Come mai? Perché io ho iniziato a cantare e scrivere non perché mi piaceva, anzi non mi sentivo assolutamente in grado di farlo, ma quasi come una forma di auto terapia.

Stavo vivendo un momento di dolore – diciamo così – nel 2019 e avevo bisogno di convincere me stesso che anche io sapessi fare qualcosa di bello e che mi aiutasse a oltrepassare i momenti difficili da solo senza nessuno, perché ero rimasto solo.

Ho scoperto, quindi, che scrivere è qualcosa che mi è sempre piaciuto fare, che scrivere è qualcosa che –  a quanto pare – so fare nel senso che, anche da ciò che mi dicono altri, l’immediatezza, l’entusiasmo che trasmetto soprattutto quando canto una canzone in un certo senso hanno dato forma ad un mio stile tipo flusso di coscienza colloquiale.

 

Ho scoperto anche, è evidente, che il mio ikigai non coincide (non del tutto) con la mia professione che, per ora, è quella di fare content marketing. E allora cerco comunque di praticarlo quando scrivo articoli, newsletter o copy dei post sui social.

È qualcosa di cui il mondo ha bisogno? Beh, il mondo ha sicuramente bisogno di cose belle, sempre, e la scrittura e la musica sono un modo per farle conoscere.

 

 

Contributo di Matteo Cottalasso