Durante questi mesi di lockdown, complice l’isolamento, per il tempo a disposizione che improvvisamente si è dilatato e, perché no, anche per la noia, siamo tutti stati investiti da un istinto di auto-miglioramento. Che fosse una nuova lingua, nuove ricette o acrobatiche posizioni yoga, abbiamo tutti cercato di aumentare le nostre conoscenze e le nostre abilità.

Grazie all’enorme potenza di internet siamo oramai in grado di apprendere e formarci attraverso una miriade di corsi e video. Questa voglia di perfezionamento ha investito non solamente aspetti della nostra vita quotidiana ma anche quella professionale. Formarsi ed essere sempre aggiornati sulle nuove tendenze è diventato fondamentale per progredire professionalmente in un mondo sempre più competitivo e anche per riuscire a farsi notare dai recruiter.

Nonostante l’eccezionalità del periodo che stiamo attraversando le grandi compagnie continuano a vedere i loro guadagni aumentare e sono sempre in cerca di nuovi talenti da inserire all’interno del loro organico. Molti manager, tuttavia, lamentano spesso una mancanza di personale qualificato non solamente nell’ambito delle cosiddette hard skills, ovvero le competenze tecniche, ma anche e soprattutto una diffusa carenza nelle soft skills, quelle competenze non propriamente tecniche ma relazionali che, più complesse da apprendere, spesso fanno la differenza durante un colloquio lavorativo.

 

Competenze tecniche: l’analisi dei dati al primo posto

Secondo una ricerca condotta da Indeed al primo posto tra le competenze più ricercate troviamo Data Science. Coerentemente con lo sviluppo dell’ecosistema digitale che stiamo attraversando, la comprensione e la capacità di analizzare l’enormità di dati che le piattaforme immagazzinano è diventata essenziale per le aziende. I big data sono diventati la principale fonte di guadagno per tutte le grandi compagnie e piattaforme digitali per questo è fondamentale riuscire a trattare i dati in maniera corretta. Come ulteriore conseguenza dello sviluppo dell’economia digitale, al secondo posto troviamo Machine Learning e A.I. Con l’aumentare della complessità degli ecosistemi troviamo un aumento esponenziale dello sviluppo dell’intelligenza artificiale e del machine learning, software ed algoritmi in grado di apprendere e migliorarsi in maniera autonoma saranno la nuova frontiera tecnologica dei prossimi anni. Le altre skills che vengono evidenziate nella ricerca seguono due prospettive molto diverse. Da un lato troviamo tutto ciò che riguarda la cybersecurity e il cloud computing, quindi per permettere agli utenti e alle aziende di conservare in maniera sicura ed affidabile i propri dati; dall’altro UX e Digital Marketing per far sì che le aziende possano porsi sul mercato in maniera competitiva, per poter comunicare adeguatamente con i propri clienti offrendo un’esperienza soddisfacente.

 

Soft Skills: le competenze per il successo professionale

Come dicevamo all’inizio però non sono solamente le hard skills ad essere ricercate dalle aziende ma, soprattutto, le soft skills. Una ricerca condotta dalla Harvard University insieme a the Carnegie Foundation e allo Stanford Research Center mostra come l’85% del successo lavorativo dipenda dallo sviluppo di soft skills e capacità personali a discapito di un 15% derivante da competenze tecniche. Ma se le soft skills sono così importanti perché, mediamente, oltre tre quarti del budget relativo alla formazione viene invece speso per apprendere le hard skills?

Probabilmente la risposta a questo quesito giace nella difficoltà di inquadrare e insegnare le soft skills che spesso vengono considerate erroneamente come attitudini innate. Come ogni abilità anche queste ultime sono perfezionabili.

Le aziende per questa ragione pongono un particolare interesse verso queste capacità, in particolare verso quelle di Comunicazione e Collaborazione, fondamentali per il successo di un team, ma anche verso tutte quelle competenze di valorizzazione individuale come creatività e facilità di apprendimento e adattamento. In un mondo in continua evoluzione le aziende hanno sempre bisogno di persone in grado di seguire e non farsi travolgere dai cambiamenti. 

 

Ciò che quindi risulta evidente è che non possiamo valorizzare solamente gli aspetti tecnici e tralasciare quelli relazionali e che quando cerchiamo formazione in ambito professionale dobbiamo porre una particolare attenzione alle soft skills che spesso vengono, colpevolmente, ignorate in ambito formativo.

 

Contributo di Flavio Casadei