Come affrontare il primo colloquio di lavoro?

Il colloquio non è un esame, ma il primo step per instaurare una relazione con un azienda e capire se il proprio profilo può essere in linea con la job position ricercata e, più in generale, con la cultura dell’organizzazione.

La maggior parte dei recruiter o hiring manager valutano 3 aspetti:
Competenze: cosa sai fare?
Capacità: come sai farlo?
Motivazione al cambiamento: perché vuoi lavorare in questa azienda?

Su questi tre punti puoi preparare il tuo storytelling e identificare sia le tue competenze più importanti (gli studi che hai fatto, lo Sprint Master che hai frequentato, i tool che sai usare), sia le tue capacità (saper lavorare in team, risolvere problemi, entrare in empatia con le persone).
Ricorda: nel colloquio devi saper trasferire anche la motivazione più profonda che ti spinge a voler lavorare in quella azienda. Se hai dei dubbi sul business, sul settore, questi si percepiranno e sarebbe meglio parlarne apertamente oppure… non andare al colloquio!

Quello che si aspettano le aziende è di avere persone che credano nei valori del business per cui lavorano.

Per rispondere con efficacia alle domande dei recruiter ti consigliamo di seguire la metodologia STAR.

STAR è l’acronimo di:
S= Situazione (in quale situazione ti sei trovato)
T= Task (cosa ti è stato chiesto di fare)
A= Azione (quale azione hai messo in campo)
R= Risultato (quale risultato hai raggiunto)

Immagina che ti chiedano “raccontami il progetto che hai seguito di cui sei più orgoglioso”, la risposta dovrebbe seguire questo schema:
SITUAZIONE: Durante la specializzazione dello Sprint Master ci è stato assegnato il progetto di creare una Dashboard in un gruppo di lavoro.
TASK: Il mio compito è stato raccogliere i dati necessari per costruire i KPIs più importanti della Dashboard e coordinare il Team per raggiungere in tempo il risultato finale
AZIONE: Abbiamo lavorato su PowerBI e costruito una Dashboard che contenesse i principali KPI di un’azienda nell’ambito sales/marketing
RISULTATO: Abbiamo presentato il nostro lavoro al Board e i risultati ottenuti sono stati positivi. Hanno apprezzato sia l’analisi che abbiamo fatto, che l’impostazione della Dashboard utile per analizzare le vendite anche nei mesi successivi.

È interessante raccontare anche gli eventuali errori che sono stati fatti: nella narrazione, infatti, questo non verrà percepito come un segno di debolezza, ma di lucidità nell’analisi.

Per i colloqui occorre allenamento, ma partire con questa chiarezza negli elementi da esporre, ti permetterà di superare con successo la prova.

E ricorda: non c’è mai una seconda volta per fare una buona prima impressione.